C’era una volta un naviglio

Vasa

C'era una volta un naviglio....
Che non voleva saperne di navigare. Affondato nel porto della capitale svedese il giorno del suo varo, oggi è nel Vasamuseet, un museo innovativo e speciale.

Il mistero della nave scomparsa oppure Giallo di Stoccolma. Le gazzette seicentesche avrebbero titolato probabilmente così. Chiosando poi sullo scandalo, per l'enorme quantità di denaro buttato via , e chiedendo punizioni esemplari. Quelle filogovernative avrebbero messo l'accento sulla delusione di Sua Maestà, impegnato nella guerra contro la Polonia, e pugnalato alle spalle da funzionari incapaci o corrotti. Quelle clandestine avrebbero parlato di vanagloria reale, di un sovrano che vuole mostrare potenza e ricchezza a spese del popolo. Ma al tempo, 1628, lo stesso anno della peste milanese e delle avventure di Renzo e Lucia, le gazzette (la prima in Svezia venne data alle stampe nel 1645) erano ancora di là da venire. Bisogna quindi accontentarsi dei rapporti della Marina svedese per capire quello che è successo. Se, per caso, ci si fosse messo Shakespeare, a descrivere l'accaduto, avrebbe steso una tragicommedia delle sue: Re Gustavo, o della guerra.
Gustav II Adolf è il re che ha fatto della Svezia una potenza europea, portando la guerra nel continente, vittoria dopo vittoria, fino ad occupare Monaco di Baviera. Nella battaglia decisiva (Lutzen 16 novembre 1632), vinta, viene ucciso da un proiettile ed ha soltanto una figlia, Cristina, da mettere sul trono. La Svezia si ritira e comincia un declino militare che non si fermerà più. Il Bardo avrebbe disegnato la parabola di Gustav da par suo, dall'altare alla polvere, dalla sfida ai numi al crollo del sogno.
La nave VASA, è un tassello del sogno. "Facite 'a faccia feroce" dicono a Napoli. E il Vasa, feroce lo è. Carico di cannoni all'inverosimile (64), tronfio nelle decorazioni, dal leone reale alle divinità marine, incerto nelle forme nautiche, collaudato alla bell'e meglio, per non contraddire il re e le sue aspirazioni. Come un galeone spagnolo stracolmo di oro rubato, come un Titanic reso incauto dalla fiducia positivista. E pluf  un colpo di vento laterale, i portelli dei cannoni che imbarcano acqua ed il gioiello che s'inabissa nel viaggio inaugurale.
Di chi la colpa?



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