Il viaggiatore delle dune

Il mondo polare, oceani di ghiaccio e deserti di neve, completa la trilogia degli spazi che comandano il moto perpetuo, la navigazione, il nomadismo, la fuga eterna, quotidiana attraverso i cerchi sempre rinascenti e mai varcati di un orizzonte che vi precede, a volte pare attendervi per ridersela di voi, ma non si lascia mai raggiungere.

Qui come là vivere è avanzare senza sosta attraverso un ambiente a un tempo immutabile e mutevole, identico allo sguardo e che non si saprebbe differente senza la testimonianza del sestante, dell’orologio e della bussola, è avventurarsi a tastoni sotto i soli più cocenti, è assaporare l’amarezza di sentirsi prigionieri, in piena marcia, di uno spazio pur senza barriere, una libera immensità che però ha confini ancor più stretti di quelli di un’angusta cella dove esista però una porta, e dunque una speranza, perché una porte, a volte, si apre.

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