L’Eruzione del vulcano dell’isola di Santorini (Thera) nel Mar Egeo e gli eventi catastrofici che vennero a ripercuotersi in tutta l’area del Mediterraneo orientale.

di Beppe Fornara

La situazione attuale

Tra il gennaio 2011 e l’aprile 2012 la camera magm atica che giace sotto il vulcano dell’isola di Santorini (conosciuta anche come Thera), situata ne l mar Egeo, si è espansa per un volume di almeno 20 milioni di metri cubi a causa della risal ita veloce di magma da strati più profondi della terra. Questa scoperta è stata effettuata dai ricer catori della Oxford University, finanziata dal Natural Enviroment Research Council inglese. L’aume nto della camera ha fatto innalzare la superficie dell’isola dagli 8 sino ad un massimo di 14 centimetri. Per giungere a queste conclusioni i vulcanologi hanno utilizzato immagini radar, rileva zioni satellitari e analisi sulla superficie dell’isola e nei vicini fondi marini. Gli studiosi non hanno confermato se questo aumento magmatico sarà, agli attuali livelli, la possibile causa di una eruzione, ma ci ricordano ch e, intorno al 1600 a.C., una spaventosa deflagrazione del vulcano dell’isola di Santorini ( Thera) sconvolse non soltanto l’isola ma il conseguente tsunami che ne derivò travolse le zone costiere delle isole e le zone rivierasche di tutto il Mediterraneo orientale con inusitata violenza. L ’eruzione dell’epoca, classificata a livello 7 (*) dal Volcanic Explosivity Index ( che arriva sino ad un massimo di valore 9), produsse una colonna di ceneri, polvere e lapilli per circa cento km cub i che raggiunse i 35 km di altezza nell’atmosfera. La grande massa di magma rovente riversatasi nell’ Egeo creò una velocissima espansione di nuvole di vapore bollente originando così un anello caldissimo che, allargandosi in forma ovale, raggiunse alcune isole vicine “sterilizzandone” com pletamente la superficie.

(*) Quattro volte superiore al materiale riversato nella stratosfera per la terribile eruzione del vulcano Krakatoa nel 1883 (zona sud-est dell’isola di Giava); un evento assai ben documentato. Gli eventi vulcanici di Thera e la susseguente caduta d i ceneri sterilizzarono l'isola, come successe sul Krakatoa nel 1883. Durante tempi storici, soltanto l'eruzione del Tambora del 1815 rilasciò più materiale nell'atmosfera.

Le onde di tsunami arrivarono ad un’altezza rilevan te (da 35 a 150 metri) tanto da spazzare completamente i nuclei urbani rivieraschi di una va stissima area del Mediterraneo orientale e distruggendo completamente le città della prima civ iltà europea insediate sull’isola di Creta, a 110 km di distanza dall’eruzione (la Civiltà Minoica) d eterminando così in modo brusco il veloce decadimento di questa raffinatissima cultura.

Piccole scosse sismiche, rilevabili solo con le str umentazioni sismografiche, hanno preceduto e accompagnato l’attuale aumento della camera magmati ca di Santorini. La popolazione locale ha preso coscienza che qualcosa si sta modificando nel le viscere dell’isola: i gas delle fumarole sono aumentati quantitativamente ed hanno anche assunto odori più intensi ed acri. In alcune zone costiere dell’isola le acque sono molto intorbidite e, di tanto in tanto, terremoti molto localizzati si rendono percepibili anche dalla gente. Secondo i ricercatori il magma arrivato tra il 2011 e il 2012 nella caldera sottostante l’isola è più o meno equivalente a quello accumulatosi nei preceden ti 20 anni.

L’Eruzione minoica

Come già dettagliato in precedenza, l’eruzione avve nuta intorno al 1600 a.C. nell’isola di Santorini ebbe effetti di portata veramente devastante ( eruz ione vulcanica, terremoti, maremoti, esplosione accompagnata da una grandissima quantità di gas ven efici, polveri, lapilli e massi, colate di lava, colate di lahar e di fango terminale, espansione di una nuvola rovente di vapore acqueo e uno spaventoso tsunami).

Gli studi geologici effettuati evidenziano come il vulcano avesse già manifestato una vivace attività ripetutamente nel corso di centinaia di migliaia di anni prima dell’eruzione minoica del 1.600 a.C., seguita poi da fenomeni di minore portata, sino ad arrivare a quello devastante di cui stiamo trattando.

Molti insediamenti, oggi in fase più o meno avanzat a di scavo archeologico, si sono conservati sotto la coltre di pomice che, al tempo, ricoprì non solt anto l’isola, ma anche parecchie altre entro un raggio piuttosto ampio.

L’eruzione fu comunque uno dei più grandi eventi vu lcanici accaduti e documentati storicamente – in modo diret to o indiretto - da varie culture e civiltà mediterranee e del vic ino oriente. In un andamento ripetitivo il vulcano avrebbe una m anifestazione più o meno violenta con il collasso della caldera r ozzamente circolare che si colmerebbe subito dopo la traumati ca manifestazione di acqua marina. Successivamente, in modo più o meno veloce, la caldera tornerebbe a riempirsi di m agma, ricostruendo un nuovo vulcano, eruttando e quindi c ollassando nuovamente in un processo di tipo ciclico. Famoso è il vulcano Krakatoa, in Indonesia, che ha lo stesso tipo di evoluzione.

Prima dell’eruzione minoica le pareti della caldera componevano un anello quasi continuo con una sola entrata al mare interno tra l’isola tra Thera e l’isoletta di Aspronisi. L’eruzione cataclisma esplose da una piccola area a nord dell’attuale iso la di Nea Kameni, nel centro della caldera di allora. La parte nord della caldera fu nuovamente c olmata da lava, ceneri e lapilli, collassando nuovamente.

Su Santorini, c'è uno spesso strato di 60 m di tefra (*) bianca che copre il suolo delineando distintamente il livello del terreno prima dell'eru zione. Questo strato ha tre distinte bande le quali indicano le differenti fasi dell'eruzione. Poiché nessun corpo è stato trovato nel sito di Akrotiri è assai probabile che la popolazione locale abbia abb andonato l'isola prima della sua distruzione (a causa di iniziali manifestazioni telluriche ed eruz ioni di assai minore portata). Tuttavia, la sottigliezza del primo strato di cenere, insieme al la mancanza di un'erosione rilevante di questo strato da parte delle piogge invernali (prima che i l successivo strato fosse depositato), indica che i l vulcano avesse dato alla popolazione locale soltant o pochi mesi di avviso.

(*) La tefra (o Tefrite), è l’insieme dei materiali piroclastici prodotti durante un’eruzione vulcanic a, indipendentemente dalla loro dimensione e/o composi zione.

Sull’isola di Anafi, che si trova a 27 km ad est, si sono rilevati strati di cenere alti tre metri, co me pure strati di pomice su pendii a 250 metri sopra a l livello del mare. Anche il carotaggio effettuato sul fondale marino d avanti alle coste e nei laghi turchi manifestano ampi strati di ricaduta di ceneri databili proprio nel periodo dell’eruzione di Santorini. Siamo anche a conoscenza, in base agli ultimi studi effettuati con strumentazioni sempre più raffinate, che le ceneri ritrovate nei carotaggi su ll’isola di Creta si sono depositate in una fase precorritrice alla grande eruzione, almeno alcuni m esi precedenti alle principali fasi eruttive. La devastazione veramente travolgente, sull’isola di Creta, fu causata dallo tsunami avvenuto a seguito del complesso degli eventi traumatici di Santorini (eruzione, terremoto, maremoto).

La data esatta dell’eruzione

L'eruzione minoica fornisce un punto fisso per alli neare l'intera cronologia del II millennio a.C. nell'Egeo, poiché l'evidenza dell'eruzione viene tr ovata dovunque nella regione. Nonostante ciò, la data esatta dell'evento è stata difficile da determ inare. Le stime attuali - basate sulla datazione de l radiocarbonio - indicano che l'eruzione accadde tra il 1627 a.C. ed il 1600 a.C. Tuttavia, questa gamma di date sono in conflitto con le precedenti s time, basate su studi archeologici che utilizzano la cronologia convenzionale egiziana, di circa un s ecolo posteriore.

Gli archeologi svilupparono le cronologie della tar da età del bronzo delle culture del Mediterraneo orientale analizzando l'origine dei manufatti (per esempio, oggetti provenienti da Creta, Grecia continentale, Cipro o Cananea) tro vati in ogni strato archeologico. Se l'origine del manufatto può essere accuratamente datata, allora s i può dare una data di riferimento per lo strato in cui esso si trova. Se l'eruzione di Thera potesse e ssere associata con un dato strato di cultura crete se (o altra), i cronologisti potrebbero usare la data di quello strato per datare l'eruzione stessa. Poic hé la cultura di Thera al tempo della distruzione era simile a quella del tardo minoico IA (TMIA) su Creta, il TMIA è la linea di base per stabilire la cronologia altrove. L'eruzione si allinea anche con le culture del Tardo cicladico I (TCI) e il Tardo e lladico I (TEI), ma precede il TEI peloponnesiaco. Scavi archeologici ad Akrotiri hann o portato alla luce anche frammenti di nove vasi di gesso siro-palestinesi del periodo detto me dio bronzeo II (MBII).

Un tempo si credeva che i dati forniti dalle carote di ghiaccio della Groenlandia potessero essere utili per accertare la data esatta dell'eruzione. U na grande eruzione, identificata nelle carote di ghiaccio e datata al 1644 a.C. (+/- 20 anni), venne sospettata essere quella di Santorini. Tuttavia, l a cenere vulcanica rintracciata da una carota di ghia ccio dimostrava che ciò non era riferibile a Santorini, arrivando alla conclusione che l'eruzion e poteva essere accaduta in altra data. La tarda eruzione dell'Olocene del Monte Aniakchak, uno dei vulcani dell’Alaska, viene proposta come la più probabile fonte dei minuti frammenti di vetro v ulcanico nella carota di ghiaccio della Groenlandia.

Un altro metodo usato per stabilire il “momento” de ll'eruzione è la datazione degli anelli degli alberi. Questo tipo di analisi ha mostrato che un g rande evento che interferì con la normale crescita degli alberi nel Nord America accadde nel 1629-1628 a.C. La prova di un evento climatico intorno al 1628 a.C. è stato trovato negli studi sulla depr essione della crescita delle querce europee in Irlanda e in Svezia.

Nel 2006 due documenti di ricerca furono pubblicati : in essi si affermava che nuove analisi effettuate con il radiocarbonio datavano l'eruzione tra il 1627 a.C. e il 1600 a.C.. Campioni di legno , ossa e semi collezionati da varie località dell'Ege o, incluso Santorini, Creta, Rodi e Turchia, furono analizzati in tre laboratori separati ad Oxford (Gr an Bretagna), Vienna (Austria), e Heidelberg (Germania) in modo da minimizzare i muta menti di un errore di datazione al radiocarbonio. I risultati dell'analisi indicarono una datazione per l'evento di Thera tra il 1660 a.C . e il 1613 a.C.. Si parla di un 95% di probabilità di esattezza. In seguito i ricercatori analizzarono il materiale proveniente dagli alberi di ulivi che fur ono trovati sepolti sotto la lava del vulcano. Poiché gli alberi crescevano sull'isola, i risultati posso no essere stati affetti da degasamento vulcanico, i l quale avrebbe alterato la precisione degli studi ra diometrici.

Sebbene il radiocarbonio indichi una datazione dell 'eruzione nel 1600 a.C., gli archeologi credono che la data sia contraddetta dai ritrovamenti negli scavi effettuati in Egitto e a Thera. Per esempio, alcuni archeologi hanno trovato sepolta ceramica eg iziana e cipriota su Thera che è datata a un periodo più tardo rispetto alle date radiometriche per l'eruzione. Poiché la cronologia storica egiziana è stata stabilita da numerosi studi archeo logici, la data esatta dell'eruzione resta controversa. Se la datazione con il radiocarbonio è precisa, si dovrebbero avere significativi riallineamenti cronologici di molte culture del Med iterraneo orientale.

Impatto storico

Civiltà Minoica.

L’eruzione devastò l’insediamento minoico di Akroti ri su Santorini, il quale fu sepolto sotto uno strato di pomice. Si è pensato che l'eruzione colpi sse duramente anche la popolazione minoica di Creta, sebbene l'estensione dell'impatto sia di battuta. Le prime teorie proposero che una caduta delle ceneri di Thera su metà della parte orientale di Creta soffocasse la vita delle piante, causando penuria di cibo alla popolazione locale. Tuttavia, dopo più esami sul territorio, questa teoria ha perso credibilità, poiché si è determinato che non più di 5 mm di cenere caddero su tutta l’isola di Creta. Altre teorie sono state proposte, basate sul l'evidenza archeologica trovata a Creta e indicante che uno tsunami, associato all'eruzione, colpì le a ree costiere di Creta e può avere duramente devastato gli insediamenti minoici costieri. Una pi ù recente teoria ipotizza che molto del danno provocato ai siti minoici sia dovuto a un grande te rremoto che precedette l'eruzione di Thera e non soltanto, quindi, allo tsunami che si abbattè sull’ isola in seguito all’eruzione del vulcano di Santorini.

Resti e reperti minoici significativi sono stati tr ovati oltre lo strato di cenere a Thera del periodo del Tardo Minoico I, implicando che l'eruzione di T hera non avesse causato l'immediato crollo della civiltà dei minoici. Considerato che questi costitu ivano una potenza marinara e dipendevano dalle navi della loro marina mercantile per la sussistenz a, l'eruzione di Thera probabilmente causò alla civiltà minoica una significativa privazione econom ica, con la conseguente perdita delle loro numerose basi commerciali site un po’ in tutto il Mediterraneo. Pertanto questa serie di concause fu la ragione del progressivo decadimento della grande cultura / civiltà dei Minoici permettendo, in ultimo, la facile conquista dell’isola da parte dei Micenei.

Area culturale cinese.

Alcuni scienziati correlano un inverno vulcanico du rato almeno un anno e mezzo e dovuto all'eruzione minoica con i documenti cinesi registr anti il collasso della XI dinastia in Cina. Secondo il testo contenuto negli “Annali di bambù”, il disf acimento della dinastia regnante e l’insediarsi della successiva dei sovrani Shang, datato approssi mativamente al 1618 a.C., fu accompagnato da "'nebbia gialla, un fioco sole, ghiaccio a luglio, carestia e l'inaridimento di tutti e cinque i cerea li in vaste aree dello stato".

Civiltà egizia.

Non ci sono documenti egiziani sopravvissuti in spe cifico che citino l'eruzione, e l'assenza di tali fonti è attribuibile al generale disordine che regn ava in Egitto nel corso di una fase di crollo del potere centrale e conseguente anarchia – oltre che l’invasione di popoli dal vicino oriente – chiamato Secondo Periodo Intermedio (nel corso del quale avvenne appunto l’eruzione e il conseguente tsunami). Tuttavia, ci sono connessioni ( secondo vari studiosi) tra l'eruzione di Thera e le calamità citate nelle “Ammonizioni di Ipuwer” (*)

I violenti fenomeni atmosferici che devastarono l'Egitto, descritti nella cosiddetta “Stele della Tempesta” del faraone Ahmose I sono stati attribuit i ai mutamenti climatici a breve termine causati dall'eruzione di Thera.

(*) Il Papiro di Ipuwer, o Lamentazioni di Ipuwer è un antico papiro egizio. Attualmente è conservato presso il Rijksmuseum van Oudheden di Le ida, nei Paesi Bassi.

Il manoscritto risale al Nuovo Regno (XIII secolo a .C.) come probabile trascrizione di un testo precedente del XIX-XVII secolo a.C. relativo al Primo Periodo Intermedio

Il testo descrive una serie di catastrofi naturali e sconvolgimenti sociali che concludono il Regno Menfita tracciando un quadro generale desolante del l'Egitto, probabilmente obiettivo, della situazione socio-economica del paese alla fine dell 'Antico Regno.

Le catastrofi naturali citate potrebbero effettivam ente riferirsi allo tsunami che si abbattè sulle co ste del Delta del Nilo dopo l’eruzione di Santorini.

Tradizioni greche.

L'eruzione di Thera e la sua ricaduta vulcanica, un itamente allo tsunami, possono ben avere ispirato i miti della titanomachia nella Teogonia di Esiodo. I versi di Esiodo sono stati confrontati con l'attività vulcanica, citando il colpo di fulmine d i Zeus come fulmine vulcanico, la terra bollente e il mare come una frattura della camera magmatica, il c alore e la fiamma immensa come prova di esplosioni freatiche, oltre a molte altre descrizioni.

Israele.

Geologi israeliani hanno condotto, verso la fine de l secolo scorso, una ricerca finanziata dal governo nei terreni vicini alle spiagge del loro st ato e, arrivati ad una profondità di 20 metri con i l sistema dei carotaggi, hanno rilevato una sedimenta zione risalente al periodo dell’eruzione vulcanica che può essere soltanto il risultato di u n deposito di una gigantesca onda anomala che si abbattè con grande violenza sulle loro coste.

Bibliografia. Enciclopedia Europea Garzanti – Ed. Garzanti Storia del Mondo Antico - Cambridge University Pres s Creta e Micene – S. Marinato e M. Hirmer – Ed. Sansoni