La bambina che raccontava i film

Titolo: La Bambina che raccontava i film.

Autore: Hernan Rivera Letelier

Edizioni: Mondadori

Questa è la storia di María Margarita, una bambina, figlia di un invalido. La sua e quella dei suoi quattro fratelli è una vita povera e durissima, nella quale l'unica distrazione è il cinema, che fa giungere nel miserabile villaggio di minatori nel deserto di Atacama film con le stelle dell'epoca: da Marilyn Monroe a José Alfredo Jiménez, re della musica e del cinema messicano. Ma in casa non ci sono soldi e soltanto uno dei figli potrà assistere agli spettacoli. Il fortunato verrà scelto in base a una caratteristica specifica: chi riuscirà a narrare meglio il film conquisterà il diritto a vedere tutte le proiezioni, raccontandole poi alla famiglia. Inaspettatamente è la bambina a dimostrare una bravura straordinaria nel narrare i film, immedesimandosi nei personaggi, riuscendo a coinvolgere gli ascoltatori, mimando, cantando ma soprattutto non trascurando neanche il dettaglio più insignificante. Il talento della piccola raccontatrice di film fa velocemente il giro dei villaggi e delle miniere vicine e la sua fama corre in fretta. È talmente brava che il padre decide di trasformare la povera casa attrezzandola alla meglio come una sorta di sala cinematografica, alla quale si accede non pagando il biglietto ma lasciando un'offerta a piacere. Ben presto María Margarita viene chiamata anche a casa d'altri, e raccontare un film diventa alla fine per lei un modo di regalare attimi di felicità. Ma tutto questo è destinato a finire quando nel villaggio fa la sua comparsa la televisione... Questo romanzo emozionante e delicato è un vero e proprio atto d'amore non solo verso il cinema ma anche verso l'arte antica (e ormai estinta) della narrazione orale, e della letteratura come capacità di raccontare storie. Rivera Letelier torna a cantare, con questa sua opera magistrale, l'epica del deserto e dei minatori, ricreando in modo caldo e toccante un'umanità variopinta e dolente ma non arresa, con il suo mondo di piccole cose e grandi sentimenti. Un mondo raccontato con una specie di pudore e con l'immancabile sottile senso dell'umorismo dell'autore cileno. Salutato come un capolavoro in Sudamerica e in Spagna, questo libro segna il ritorno in grande stile di un maestro capace di rinnovare con grande potenza la tradizione dei narratori latinoamericani.