Un gentiluomo a Mosca

Il titolo del libro riassume perfettamente la personalità del suo protagonista: il conte Rostov, pur se costretto agli arresti domiciliari nell’elegante hotel Metropol di Mosca, conduce un’esistenza da perfetto gentiluomo, intrattenendo rapporti con personalità e gente comune, aristocratici e artisti. La conoscenza della piccola Nina e successivamente della figlia di lei, Sof’ja, costituiscono le porte d’accesso ai mondi possibili all’interno dell’hotel, dal quale non è possibile uscire ma nel quale, in fondo, anche il conte trova una sua dimensione. E anche noi non sentiamo davvero il bisogno di uscirne, anche noi prendiamo le misure dei suoi spazi (il ristorante, la sala da ballo, la stanza 317 e la camera della reclusione al sesto piano), ci accostiamo con discrezione alle vicende che si svolgono come su un palcoscenico e accompagniamo il conte per oltre trent’anni, fino all’inaspettato – ma diabolico – finale. Memorabili le pagine che, prendendo le mosse da una leggera pioggia che si trasforma in neve, ricostruiscono la concatenazione degli eventi che si determinano in una sorta di sliding doors del novecento.

Ricco di umorismo, con un cast di personaggi scintillante – rivoluzionari intransigenti, stelle del cinema, intellettuali disillusi – e una scrittura impeccabile, Un gentiluomo a Mosca ripercorre magistralmente un secolo di storia della Russia moderna, consegnandoci un protagonista che ha il raro pregio di rendersi indimenticabile.

«Un romanzo che ribolle d'avventure, di storie d'amore e colpi del destino» - The Wall Street Journal

«Gli arresti domiciliari non sono mai stati così affascinanti come nel romanzo di Towles, una coinvolgente storia ambientata interamente all'interno del Metropol, l'hotel più lussuoso di Mosca.» - Publishers Weekly

Autore: Amor Towles

Edizioni: Neri Pozza